Al culmine della scena precedente, quella del duetto fra Elsa e Lohengrin dopo il matrimonio, non appena la ragazza infrange il proprio giuramento e domanda di conoscere il nome del cavaliere misterioso, Federico di Telramondo esce allo scoperto e affronta Lohengrin, convinto (dalle parole di Ortruda) che sia bastata questa infrazione per togliere all'uomo tutto il suo "potere magico". Naturalmente non è così: come già in precedenza, Federico viene sconfitto da Lohengrin e stavolta ucciso. I quattro nobili che lo avevano seguito, vedendolo a terra, non possono far altro che deporre le armi e portare il cadavere di Federico all'aperto, su ordine dello stesso Lohengrin, "davanti al tribunale del re", dove il cavaliere stesso – così afferma – darà davanti a tutti le risposte alle domande di Elsa.
La terza e ultima scena del terzo atto si apre infatti con la convocazione del tribunale del re Enrico. L'alba sta spuntando, e le trombe sulle mura suonano l'appello. Il libretto descrive con accuratezza tutto il cerimoniale con cui i conti sassoni e i nobili brabantini si schierano davanti a re Enrico, il quale si stupisce poi di veder comparire i quattro vassalli di Federico con il cadavere del loro signore. Giungono quindi Elsa e infine Lohengrin, che spiega l'accaduto, preannuncia la sua imminente partenza e si appresta a raccontare qual è il proprio nome e la propria origine.
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(Als der vordere Vorhang wieder aufgezogen wird, stellt die Bühne die Aue am Ufer der Schelde dar, wie im ersten Akt. - Glühende Morgenröte, allmählicher Anbruch des vollen Tages. Ein Graf mit seinem Heergefolge zieht im Vordergrunde rechts auf, steigt vom Pferde und übergibt dies einem Knechte. Zwei Edelknaben tragen ihm Schild und Speer. Er pflanzt sein Banner auf, sein Heergefolge sammelt sich um dasselbe. - Während ein zweiter Graf auf die Weise, wie der erste einzieht, hört man bereits die Trompeten eines dritten sich nähern. - Ein dritter Graf zieht mit seinem Heergefolge ebenso ein. Die neuen Scharen sammeln sich um ihre Banner; die Grafen und Edlen begrüssen sich, prüfen und loben ihre Waffen usw. - Ein vierter Graf zieht mit seinem Heergefolge von rechts herein und stellt sich bis in die Mitte des Hintergrundes auf. Als die Trompeten des Königs vernommen werden, eilt alles, sich um die Banner zu ordnen. - Der König mit seinem sächsischen Heerbann zieht von links ein.) ALLE MÄNNER (an die Schilde schlagend, als der König unter der Eiche angelangt ist) Heil König Heinrich! König Heinrich Heil! DER KÖNIG (unter der Eiche stehend) Habt Dank, ihr Lieben von Brabant! Wie fühl ich stolz mein Herz entbrannt, find ich in jedem deutschen Land so kräftig reichen Heerverband! Nun soll des Reiches Feind sich nahn, wir wollen tapfer ihn empfahn: aus seinem öden Ost daher soll er sich nimmer wagen mehr! Für deutsches Land das deutsche Schwert! So sei des Reiches Kraft bewährt! ALLE MÄNNER Für deutsches Land das deutsche Schwert! So sei des Reiches Kraft bewährt! DER KÖNIG Wo weilt nun der, den Gott gesandt zum Ruhm, zur Grösse von Brabant? (Ein scheues Gedränge ist entstanden; die vier brabantischen Edlen bringen auf einer Bahre Friedrichs verhüllte Leiche getragen und setzen sie in der Mitte der Bühne nieder. Alles blickt sich unheimlich fragend an.) ALLE Was bringen die? Was tun sie kund? Die Mannen sind's des Telramund! KÖNIG Wen führt ihr her? Was soll ich schaun? Mich fasst bei eurem Anblick Graun! DIE VIER EDLEN So will's der Schützer von Brabant; wer dieser ist, macht er bekannt. (iElsa, mit grossem Gefolge von Frauen, tritt auf und schreitet langsam, wankenden Schrittes in den Vordergrund.) DIE MÄNNER Seht, Elsa naht, die taugendreiche! Wie ist ihr Antlitz trüb und bleiche! DER KÖNIG (der Elsa entgegengegangen ist und sie nach einem hohen Sitze, ihm gegenüber, geleitet) Wie muss ich dich so traurig sehn! Will dir so nah die Trennung gehn? (Elsa versucht vor ihm aufzublicken, vermag es aber nicht. Grosses Gedränge entsteht im Hintergrunde; man vernimmt Stimmen.) STIMMEN Macht Platz dem Helden von Brabant! ALLE MÄNNER Heil dem Helden von Brabant! (Der König hat seinen Platz unter der Eiche wieder eingenommen. - Lohengrin, ganz so gewaffnet wie im ersten Aufzuge, ist ohne Gefolge, feierlich und traurig, aufgetreten und schreitet ernst in den Vordergrund.) KÖNIG Heil deinem Kommen, teurer Held! Die du so treulich riefst ins Feld, die harren dein in Streites Lust, von dir geführt, des Siegs bewusst. DIE BRABANTER Wir harren dein in Streites Lust, von dir geführt, des Siegs bewusst. LOHENGRIN Mein Herr und König, lass dir melden: die ich berief, die kühnen Helden, zum Streit sie führen darf ich nicht! (Alle drücken höchste Betroffenheit aus) ALLE MÄNNER Hilf Gott! Welch hartes Wort er spricht! LOHENGRIN (Er enthüllt Friedrichs Leiche, von deren Anblick sich alle mit Abscheu abwenden.) Als Streitgenoss bin ich nicht hergekommen; als Kläger sei ich jetzt von euch vernommen! - (feierlich vor der Leiche) Zum ersten klage laut ich vor euch allen und frag um Spruch nach Recht und Fug: Da dieser Mann zur Nacht mich überfallen, sagt, ob ich ihn mit Recht erschlug? DER KÖNIG UND ALLE MÄNNER (die Hand feierlich nach der Leiche ausstreckend) Wie deine Hand ihn schlug auf Erden, soll dort ihm Gottes Strafe werden! LOHENGRIN Zum andern aber sollt ihr Klage hören, denn aller Welt nun klag ich laut, dass zum Verrat an mir sich liess betören das Weib, das Gott mir angetraut! DER KÖNIG Elsa! Wie konntest du dich so vergehn? DIE MÄNNER (heftig erschrocken und betrübt) Elsa! Wie mochte das geschehn? Wie konntest du dich so vergehn? DIE FRAUEN (mit klagenden Gebärden auf Elsa blickend) Wehe dir, Elsa! LOHENGRIN (immer streng) Ihr hörtet alle, wie sie mir versprochen, dass nie sie woll erfragen, wer ich bin? Nun hat sie ihren teuren Schwur gebrochen, treulosem Rat gab sie ihr Herz dahin! (Alle drücken die heftigste Erschütterung aus) Zu lohnen ihres Zweifels wildem Fragen, sei nun die Antwort länger nicht gespart: Des Feindes Drängen durft ich sie versagen, - nun muss ich künden, wie mein Nam' und Art. (Mit immer steigender Verklärung seiner Mienen) Jetzt merket wohl, ob ich den Tag muss scheuen: Vor aller Welt, vor König und vor Reich enthülle mein Geheimnis ich in Treuen. (Sich hoch aufrichtend) So hört, ob ich an Adel euch nicht gleich! DER KÖNIG UND ALLE MÄNNER Welch Unerhörtes muss ich nun erfahren? O könnt er die erzwungne Kunde sich ersparen! |
(Quando la cortina anteriore viene nuovamente sollevata, la scena rappresenta la prateria sulla riva della Schelda, come nel primo atto. - Ardente aurora; progressivo rompere del pieno giorno. Un conte, col seguito di guerra, giunge sul proscenio dalla destra; scende da cavallo e lo consegna ad un palafreniere. Due Paggi gli portano scudo e lancia. Egli conficca al suolo la propria insegna, e il suo seguito gli si raccoglie intorno. - Mentre un secondo conte entra con lo stesso cerimoniale del primo, si odono già avvicinarsi le trombe d'un terzo. - Un terzo conte entra allo stesso modo, col suo seguito. Le nuove schiere si raccolgono intorno alle loro insegne, i Conti ed i Nobili si salutano, saggiano e lodano le loro armi, ecc. Un quarto Conte entra col suo seguito di guerra dalla parte di destra, e prende posto, stendendosi fino al centro del fondo. Quando si sentono le trombe del Re, tutti corrono a schierarsi intorno alle rispettive insegne. - Il Re entra dalla parte di sinistra col suo seguito sassone.) TUTTI GLI UOMINI (battendo sugli scudi, quando il Re è giunto sotto la quercia) Salute a Re Enrico! Al Re Enrico salute! IL RE (stando in piedi sotto la quercia) Grazie a voi, miei cari di Brabante! Come superbo a me s'infiamma il cuore, ov'io trovi in ogni terra tedesca così ricca e potente accolta di guerrieri! Se il nemico dell'impero ora s'appressa, da valorosi noi l'accoglieremo: fuori dal suo deserto di levante, mai più egli oserà avventurarsi! Tedesca spada per terra tedesca! Così sia provata la forza dell'impero! TUTTI GLI UOMINI Tedesca spada per terra tedesca! Così sia provata la forza dell'impero! IL RE Dove s'indugia colui, che Dio ha mandato per la gloria, per la grandezza del Brabante? (Un tumulto pieno di spavento è sorto; i quattro Nobili brabantini portano a spalla su una bara, velato, il cadavere di Federico, e lo depongono nel mezzo della scena. Tutti guardano interrogandosi con aria sinistra.) TUTTI Che portano costoro? Che cosa sveleranno? Sono i vassalli di Telramondo. IL RE Chi portate qui? Che debbo io vedere? Orrore mi prende alla vostra vista! I QUATTRO NOBILI Così vuole il Protettore di Brabante; Chi sia costui, egli farà manifesto. (Elsa con gran seguito di Donne, entra e cammina lentamente e con passo vacillante verso il proscenio.) GLI UOMINI Guardate! Elsa s'avanza, la virtuosissima! Come pallido e turbato è il suo viso! IL RE (che è andato incontro ad Elsa, e l'accompagna ad un alto seggio, a lui di fronte) Quanto triste io ti debbo vedere! Tanto ti affligge la separazione? (Elsa tenta in sua presenza di alzare lo sguardo, ma non riesce. Gran tumulto sorge nel fondo; si odono voci.) VOCI Fate largo all'eroe di Brabante! TUTTI GLI UOMINI Salute! Salute all'eroe di Brabante! (Il Re ha ripreso nuovamente il suo posto sotto la quercia. - Lohengrin, tutto armato come al primo atto, appare senza seguito con aspetto triste e solenne, e s'avanza gravemente verso il proscenio.) IL RE Sii il benvenuto, mio caro eroe! Coloro che così fedelmente chiamasti in campo, t'attendono con desiderio di guerra, consci della vittoria, se tu li guiderai. I BRABANTINI Noi t'attendiamo con desiderio di guerra, consci della vittoria, se tu ci guiderai. LOHENGRIN Mio Signore e Re, lascia ch'io t'annunzi: coloro ch'io chiamai, valorosi eroi, non più m'è consentito di condurli alla pugna! (Tutti esprimono il massimo stupore) TUTTI GLI UOMINI Che Dio ci aiuti! Quale dura parola egli parla! LOHENGRIN (Scopre il cadavere di Federico, alla cui vista tutti si ritraggono con orrore.) Non come compagno d'armi son qui venuto; ch'io sia ora, accusatore, da voi ascoltato!... (in atteggiamento solenne, davanti al cadavere) Primamente alto io accuso avanti a voi tutti, e domando sentenza secondo diritto e giustizia: poiché quest'uomo m'aggredì di notte a tradimento, dite, l'ho io a buon diritto ucciso? IL RE E TUTTI GLI UOMINI (stendendo solennemente la mano verso il cadavere) Come la tua mano l'ha colpito in terra, così di là gli tocchi la vendetta di Dio! LOHENGRIN Ma un'altra accusa voi dovete udire: giacché alto ora io accuso al cospetto di tutti, che a tradimento contro me s'è lasciata sedurre la donna, che Dio m'aveva dato in sposa. IL RE Elsa! Come potesti macchiarti di tal colpa? GLI UOMINI (fortemente turbati e inorriditi) Elsa! Come questo è potuto accadere? Come potesti macchiarti di tal colpa? LE DONNE (guardando verso Elsa con gesti di dolore) Guai a te Elsa! LOHENGRIN (sempre severo) Voi tutti udiste com'ella mi promise, che mai m'avrebbe domandato chi io fossi? Or'ella ha rotto il suo sacro giuro, ed il cuore ha prestato ad uno sleale consiglio! (Tutti esprimono la più forte commozione) A compensare l'insana domanda del suo dubbio, non sia più a lungo differita la risposta: Io la potrei rifiutare all'insistenza nemica,... ora debbo manifestare il mio nome e la mia stirpe. (con sempre più alta trasfigurazione del suo aspetto) Ora osservate bene, s'io debba temere la luce del giorno: davanti a tutti, davanti al Re ed all'Impero, lealmente io discopro il mio mistero. (fieramente drizzandosi) Udite, dunque, s'io sia vostro pari in nobiltà! IL RE E TUTTI GLI UOMINI Qual cosa inaudita debbo io ora apprendere! O potesse egli risparmiarsi la rivelazione forzata! |
dir: Claudio Abbado (1990)
Robert Lloyd (König Heinrich), Placido Domingo (Lohengrin)
dir: Rudolf Kempe (1964) Gottlob Frick (König), Jess Thomas (Lohengrin) | dir: Peter Schneider (1990) Manfred Schenk (König), Paul Frey (Lohengrin) |
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