3 ottobre 2011

Il matrimonio segreto - Il compositore e il librettista

Scritto da Daniele Ciccolo

"Il matrimonio segreto" è un'opera buffa di Domenico Cimarosa sul libretto di Giovanni Bertati.

Prima di addentrarmi nell'analisi dell'opera mi sembra opportuno fornire qualche breve cenno circa il compositore dell'opera e il suo librettista.

In genere io stesso amo l'essenziale, quindi ogni considerazione di carattere biografico rischia di essere superflua e probabilmente noiosa. Però è bene precisare che Cimarosa è un compositore che, come potrebbe essere per esempio Antonio Salieri, ha sofferto di un ingiusto trattamento da parte di chi ne ha dimenticato la grandezza. Molti, infatti, lo conoscono solo di nome. Spero, allora, di contribuire ad una maggiore conoscenza della sua figura e, di conseguenza, della sua attività musicale. Inoltre, calarsi nella vita degli artefici di questa meravigliosa opera può permettere di avere una visione più ampia dell'opera stessa, cioè di capirla meglio.

Domenico Cimarosa è stato uno degli ultimi rappresentanti della famosa "Scuola musicale napoletana". Fu una delle figure centrali dell'opera, in particolare di quella buffa, del tardo Settecento.

Nacque ad Aversa (Caserta) nel 1749 da una famiglia dalle umilissime origini. A partire dai dodici anni circa studiò al Conservatorio Santa Maria di Loreto di Napoli. Dopo le primissime esperienze nel mondo dell'opera, il suo primo grande successo arrivò nel 1779 a Roma con l'intermezzo "L'italiana a Londra". Fu questo che permise a Cimarosa di essere conosciuto nei maggiori centri italiani ed europei.

La sua fama fu tanto grande che l'imperatrice Caterina II lo volle in Russia, come già era accaduto a Paisiello. Sul rapporto tra Cimarosa e l'ambiente russo esistono poche notizie documentate e per di più discordanti. Da una parte, infatti, si sostiene che da subito abbia dato prova di valore e che sia stato immediatamente apprezzato dall'imperatrice, mentre dall'altra c'è chi pensa che Caterina II si sia presto annoiata del compositore e che egli stesso si sentisse poco valorizzato, ragion per cui la sua attività creatrice ne avesse risentito subendo rallentamenti.

Quel che è certo è che nel 1791 (dopo circa quattro anni di permanenza) Cimarosa chiese ed ottenne il congedo per poter finalmente tornare in Italia. Nel corso del suo viaggio di ritorno il compositore fece tappa a Vienna. È proprio qui che l'imperatore in persona (Leopoldo II) gli commissionò un'opera, che venne rappresentata nel febbraio del 1792. Quest'opera è proprio il "Matrimonio segreto", considerato il suo capolavoro.

Dopo la morte di Leopoldo II, Cimarosa fece ritorno a Napoli. Le ultime tappe della sua vita furono Padova e Venezia: è in quest'ultima città che il nostro compositore trovò la morte, nel 1801.
Controverse risultarono (e lo sono a tutt'oggi) le opinioni sulla sua morte. Ci furono addirittura sospetti di avvelenamento. Ma all'epoca queste voci furono dissipate da una dichiarazione ufficiale sulle cause del decesso stesa dal medico personale del papa Pio VII.

L'attività operistica cimarosiana comprende circa una settantina di opere. Il compositore campano, comunque, ebbe modo di misurarsi con diversi altri generi, dalla musica sacra a quella strumentale a quella per clavicembalo e fortepiano.


Su Giovanni Bertati (1735-1808) mi limito a pochissime indicazioni.
Fu un noto librettista del XVIII secolo. Si occupò soprattutto di testi giocosi e di derivazione goldoniana. All'epoca di composizione dell'opera fu poeta cesareo alla corte di Vienna, sostituendo Da Ponte.
Tra le sue opere vorrei segnalare il libretto del "Don Giovanni" musicato da Giuseppe Gazzaniga. Si tratta, infatti, del più illustre antecedente dell'omonima opera mozartiana: è proprio sul testo di Bertati che Da Ponte si rifece maggiormente per la stesura del suo libretto.