10 marzo 2014

Don Giovanni (29) - "Vedrai carino"

Scritto da Christian

Il malconcio Masetto viene soccorso da Zerlina. La ragazza, dopo essersi assicurata che il suo fidanzato non ha niente di rotto, e dopo avergli rimproverato per l'ennesima volta la sua gelosia, gli dà sollievo a modo suo. L'arietta "Vedrai carino" è leggera, sbarazzina, con un testo non scevro da una certa carica erotica (le allusioni di Zerlina al "rimedio" che intende dare al suo promesso sposo) e che mette in scena un gioco di seduzione di tipo ben diverso da quelli di Don Giovanni, quasi un'oasi di pace e di serenità in mezzo alle movimentate vicissitudini di questa prima parte di secondo atto. Come nella precedente "Batti, batti o bel Masetto", l'aria ci mostra una Zerlina consapevole delle proprie arti femminili e disposta a usare al meglio per il bene suo e del suo uomo. Lì si trattava di domare la sua gelosia, qui di alleviare il suo dolore offrendogli in cambio qualcosa di meglio. In un certo senso, questo brano segna anche definitivamente l'avvenuta maturità di Zerlina, dalla fanciulla ingenua e malleabile nelle mani di Don Giovanni che avevamo consociuto nel primo atto, in donna perfettamente in controllo di sé e del suo caro. È difficile pensare che questa Zerlina possa cadere nuovamente vittima, con tale facilità, del seduttore.

Una curiosità: la gag "Dove ti duole? – Qui. – E poi? – Qui... e ancora... qui" verrà riproposta da Steven Spielberg e George Lucas in una scena del film "I predatori dell'arca perduta"!


Da notare che, nonostante il tentativo di violenza subìto alla festa, dal canto suo Zerlina avrebbe preferito considerare conclusa la sua esperienza con Don Giovanni, senza andare in cerca di vendette come ha fatto il geloso Masetto. Se nel prosieguo dell'opera la vedremo a sua volta unita al gruppo dei "vendicatori", è proprio a causa della "ripassata" ricevuta da Masetto nella scena precedente, e dunque per vendicare lui e non sé stessa ("Dunque, quello sei tu che il mio Masetto / poco fa crudelmente maltrattasti!" sono le parole con cui più tardi si rivolgerà, furiosa, a Leporello). Lo stesso vale per la scena, spesso eliminata, del duetto "Per queste tue manine".

Clicca qui per il testo del recitativo che precede il brano.

MASETTO
(gridando forte)
Ahi! ahi! la testa mia!
Ahi! ahi! le spalle... e il petto!

ZERLINA
(entrando)
Di sentire mi parve
la voce di Masetto.

MASETTO
Oddio! Zerlina...
Zerlina mia, soccorso!

ZERLINA
Cosa è stato?

MASETTO
L'iniquo, il scellerato
mi ruppe l'ossa e i nervi.

ZERLINA
Oh, poveretta me! Chi?

MASETTO
Leporello!
O qualche diavol che somiglia a lui.

ZERLINA
Crudel! Non te 'l diss'io
che con questa tua pazza gelosia
ti ridurresti a qualche brutto passo?
Dove ti duole?

MASETTO
Qui.

ZERLINA
E poi?

MASETTO
Qui... e ancora qui...

ZERLINA
E poi non ti duol altro?

MASETTO
Duolmi un poco
questo piè, questo braccio e questa mano.

ZERLINA
Via, via: non è gran mal, se il resto è sano.
Vientene meco a casa:
purché tu mi prometta
d'esser men geloso,
io... io ti guarirò, caro il mio sposo.

Clicca qui per il testo del brano.

ZERLINA
Vedrai, carino,
se sei buonino,
che bel rimedio
ti voglio dar:
è naturale,
non dà disgusto,
e lo speziale
non lo sa far.
È un certo balsamo
che porto addosso:
dare te 'l posso,
se il vuoi provar.
Saper vorresti
dove mi sta?
(facendogli toccare il core)
Sentilo battere,
toccami qua.



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