25 marzo 2014

Don Giovanni (32) - “Ah pietà, signori miei”

Scritto da Christian

Costretto a svelare la sua vera identità per dimostrare di non essere Don Giovanni, Leporello deve comunque fronteggiare l'ira di Zerlina, Masetto, Elvira e Don Ottavio (Donna Anna, sovrastata dalle forti emozioni, al termine del sestetto precedente si è allontanata con i suoi servi), che minacciano di punirlo: vuoi per aver ingannato la povera Elvira, vuoi per aver malmenato Masetto poco prima (un atto, anche questo, compiuto in realtà da Don Giovanni). Il povero servitore domanda perdono, cerca di scaricare le responsabilità ("Il padron con prepotenza / l'innocenza mi rubò") e fra vane suppliche e frenetiche spiegazioni – con un misto di astuzia e di opportunismo – sfrutta l'incertezza e la confusione che regna fra i suoi interlocutori (e che lui stesso semina con le sue parole in libertà: "Di fuori chiaro / di dentro scuro...") per cogliere l'attimo e fuggire da una delle porte, lasciando tutti con un palmo di naso.

Clicca qui per il testo del recitativo che precede il brano.

ZERLINA
Dunque, quello sei tu che il mio Masetto
poco fa crudelmente maltrattasti!

DONNA ELVIRA
Dunque, tu m'ingannasti, o scellerato,
spacciandoti con me da Don Giovanni!

DON OTTAVIO
Dunque, tu in questi panni
venisti qui per qualche tradimento!

DONNA ELVIRA
A me tocca punirlo.

ZERLINA
Anzi, a me!

DON OTTAVIO
No, no: a me!

MASETTO
Accoppatelo meco tutti e tre!

Clicca qui per il testo del brano.

LEPORELLO
Ah, pietà, signori miei!
Ah, pietà, pietà di me!
Do ragione a voi... a lei...
ma il delitto mio non è.
Il padron con prepotenza
l'innocenza mi rubò.
(a Donna Elvira)
Donna Elvira! compatite:
già capite come andò.
(a Masetto e Zerlina)
Di Masetto non so nulla,
ve 'l dirà questa fanciulla:
(accennando a Donna Elvira)
è un'oretta circumcirca
che con lei girando vo.
(a Don Ottavio)
A voi, signore,
non dico niente.
Certo timore...
Certo accidente...
Di fuori chiaro,
di dentro oscuro...
Non c'è riparo...
La porta, il muro...
Lo... il... la...
Vo da quel lato,
poi, qui celato,
l'affar si sa,
oh, si sa!
Ma s'io sapeva
fuggìa per qua...
(fugge)



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