20 marzo 2014

Don Giovanni (31) - “Sola sola, in buio loco”

Scritto da Christian

Il grande sestetto centrale del secondo atto mette in scena tutti i personaggi tranne Don Giovanni. Siamo ormai a tarda notte, e ritroviamo Leporello (nei panni del suo padrone) che, in compagnia dell'ingannata Donna Elvira, è giunto fino nei pressi della casa di Donna Anna. Qui, nell'atrio oscuro della villa, il servo cerca di liberarsi una volta per tutte della dama che gli sta a fianco, convinta di trovarsi in compagnia del suo promesso sposo ormai redento. E fra angoli bui, porte chiuse e aperte, vie di fuga o mancanza di esse, il complesso sestetto che ne segue (ai due personaggi già citati si aggiungono dapprima Donna Anna e Don Ottavio, "vestiti a lutto"; e poi Masetto e Zerlina, in cerca di vendetta dopo che il contadino è stato brutalmente malmenato nella scena precedente) assume a tratti lo spessore e l'intensità di un finale d'atto, soprattutto nella stretta finale che sembra davvero un concertato degno di una chiusura di sipario.

Sergio Sablich sottolinea come Don Giovanni, nonostante la sua assenza, sia "quasi l'artefice occulto [dell'intreccio]: egli si riverbera come un'ombra invisibile sugli atti e perfino sui motivi degli altri personaggi vaganti nell'oscurità". E frattanto la musica di Mozart è mirabile nel donare una voce differente a ciascuno dei sei caratteri, fondendole in armonia e mostrando al contempo l'alternanza di emozioni: la paura di Leporello, l'incertezza di Elvira, il dolore di Anna, la compassione di Ottavio, la furia di Masetto e Zerlina, e poi ancora lo stupore di tutti al momento della rivelazione dell'identità di Leporello. A proposito di stupore, una nota lessicale: il verso "stupido resto" non significa che i personaggi mettono in dubbio la propria intelligenza (cfr. Stanlio e Ollio!). La parola "stupido" qui è usata come sinonimo di "stupìto, meravigliato"; in effetti l'origine del termine "stupido" deriva dal verbo latino stupēre, cioè "stupire".

Clicca qui per il testo del recitativo che precede il brano.

LEPORELLO
(sempre alterando la voce)
Di molte faci il lume
s'avvicina, o mio ben:
stiamo qui un poco
finché da noi si scosta.

DONNA ELVIRA
Ma che temi,
adorato mio sposo?

LEPORELLO
Nulla, nulla...
certi riguardi...
Io vo' veder se il lume è già lontano.
(Ah, come da costei liberarmi?)
Rimanti, anima bella...
(s'allontana)

DONNA ELVIRA
Ah, non lasciarmi!

Clicca qui per il testo del brano.

DONNA ELVIRA
(Sola sola, in buio loco,
palpitar il cor mi sento;
e m'assale un tal spavento,
che mi sembra di morir.)

LEPORELLO
(andando a tentoni)
(Più che cerco, men ritrovo
questa porta, sciagurata...
piano, piano: l'ho trovata.
Ecco il tempo di fuggir.)
(sbaglia la porta)

DON OTTAVIO
(entra con Donna Anna)
Tergi il ciglio, o vita mia!
E da' calma al tuo dolore:
l'ombra omai del genitore
pena avrà de' tuoi martir.

DONNA ANNA
Lascia almen alla mia pena
questo picciolo ristoro.
Sol la morte, o mio tesoro,
il mio pianto può finir.

DONNA ELVIRA
(Ah! Dov'è lo sposo mio?)

LEPORELLO
(Se mi trovan, son perduto.)

LEPORELLO E DONNA ELVIRA
Una porta là vegg'io.
Cheto/a cheto/a io vo' partir.
(Leporello cerca di uscire, ma Zerlina e Masetto, entrando, glielo impediscono)

ZERLINA E MASETTO
Ferma, briccone!
Dove te n' vai?

DONNA ANNA E DON OTTAVIO
Ecco il fellone!
Come era qua?

DONNA ANNA, ZERLINA, DON OTTAVIO E MASETTO
Ah! mora il perfido
che m'ha tradito!

DONNA ELVIRA
È mio marito!
Pietà, pietà!

DONNA ANNA, ZERLINA, DON OTTAVIO E MASETTO
È Donn'Elvira,
quella ch'io vedo?
Appena il credo...

DONNA ELVIRA
Pietà, pietà!

DONNA ANNA, ZERLINA, DON OTTAVIO E MASETTO
No, no: morrà!

LEPORELLO
(si scopre e si mette in ginocchio davanti agli altri)
Perdon, perdono,
signori miei.
Quello io non sono:
sbaglia, costei;
viver lasciatemi,
per carità!

DONNA ANNA, DONNA ELVIRA, ZERLINA, DON OTTAVIO E MASETTO
Dèi! Leporello!...
Che inganno è questo?
Stupida/o resto:
che mai sarà?

LEPORELLO
Mille torbidi pensieri
mi s'aggiran per la testa:
se mi salvo in tal tempesta,
è un prodigio, in verità.

DONNA ANNA, DONNA ELVIRA, ZERLINA, DON OTTAVIO E MASETTO
Mille torbidi pensieri
mi s'aggiran per la testa:
che giornata, o stelle, è questa!
Che impensata novità!



Kiri Te Kanawa (Donna Elvira), José van Dam (Leporello),
Kenneth Riegel (Don Ottavio), Edda Moser (Donna Anna),
Teresa Berganza (Zerlina), Malcolm King (Masetto), dir: Lorin Maazel


Dorothea Röschmann (Donna Elvira), Erwin Schrott (Leporello),
Matthew Polenzani (Don Ottavio), Annette Dasch (Donna Anna),
Ekaterina Siurina (Zerlina), Alex Esposito (Masetto), dir: Bertrand de Billy


Lisa della Casa, Otto Edelmann, Anton Dermota, Elisabeth Grümmer, Erna Berger, Walter Berry, dir: Wilhelm Furtwängler


Melanie Diener, Ildebrando D'Arcangelo, Piotr Beczala, Christine Schäfer, Isabel Baydarkian, Luca Piscaroni, dir: Daniel Harding


Alexandrina Pendatchanska, Lorenzo Regazzo, Kenneth Tarver, Olga Pasichnyk, Im Sun-hae, Nikolay Borchev, dir: René Jacobs

Pilar Lorengar, Donald Gramm, Werner Krenn, Joan Sutherland, Marilyn Horne, Leonardo Monreale, dir: Richard Bonynge

1 commenti:

Marisa ha detto...

Proprio questo sestetto in cui manca Don Giovanni è la prova migliore della sua centralità ed energia portante. Tutto continua a ruotare intorno a lui, come motore e centro di tutta l'azione, un perfetto sistema solare dove, anche di notte, quando non si vede il sole, i pianeti, pur nella loro peculiare identità e consistenza, continuano a girargli attorno...