20 dicembre 2012

La Cenerentola (16) - "Un segreto d'importanza"

Scritto da Christian

E Dandini? Ricevuto da Ramiro l'ordine di cessare la mascherata, ha un'ultima opportunità per fingersi principe quando Don Magnifico, ancora ignaro dell'accaduto, lo approccia per “sollecitare la scelta” della sposa fra le sue due figlie. Il valletto approfitta della situazione per prendersi gioco ancora una volta del barone. In questo divertente duetto (non meno movimentato e ironico di altri celebri duetti rossiniani, a partire da quello del “Barbiere di Siviglia” fra Figaro e Almaviva, “All'idea di quel metallo”), ecco finalmente i due personaggi prettamente comici dell'opera impegnati direttamente l'uno contro l'altro.


Numerosi i momenti esilaranti: dall'equivoco, nel recitativo, con cui Don Magnifico inizia a sospettare che il “principe” voglia “maritarsi” con lui (si ripensi, a tal proposito, agli eccessivi complimenti che Dandini aveva fatto in precedenza proprio al barone, paragonando per esempio le due figlie a lui: “son tutte papà!”), al buffissimo verso “Sua eccellenza – Bestia! – Altezza” in cui il barone interpola un epiteto rivolto a sé stesso fra i due titoli destinati al principe.

Dandini è sincero, all'inizio, nel dire che il "segreto d'importanza" che sta per rivelare al barone lo farà "strasecolar". Ma non come Don Magnifico intende. La tira per le lunghe e lo prende in giro definendolo "uomo saggio e stagionato", mentre lui si ritiene consigliere "già stampato". Divertente anche la lista delle pretese di Don Magnifico ("Abbia sempre pronti in sala / trenta servi in piena gala, / centosedici cavalli, / duchi, conti e mareschialli...") quando Dandini gli chiede come dovrà essere lo stile di vita delle figlie, cui il valletto risponde confessando finalmente al barone la verità. E nel finale, Dandini si rivela "collega" di Figaro, non solo musicalmente ma anche per via degli stessi strumenti di lavoro ("Se vuol rasoio, / sapone e pettine, / saprò arricciarla, / sbarbificarla"). Da notare che per questo brano il libretto originale di Jacopo Ferretti presentava molti versi in più rispetto a quelli musicati da Rossini e compresi nell'edizione critica.


Clicca qui per il testo del recitativo che precede il brano.

DANDINI
Ma dunque io sono un ex?
Dal tutto al niente
precipito in un tratto?
Veramente ci ho fatto una bella figura!

DON MAGNIFICO
(entra premuroso)
Scusi la mia premura...
ma quelle due ragazze
stan con la febbre a freddo.
Si potrebbe... sollecitar la scelta?

DANDINI
È fatta, amico.

DON MAGNIFICO
(con sorpresa)
È fatta! Ah! Per pietà! Dite, parlate...
È fatta! E i miei germogli
in queste stanze a vegetar verranno?

DANDINI
Tutti poi lo sapranno;
per ora è un gran segreto.

DON MAGNIFICO
E quale, e quale?
Clorindina o Tisbetta?

DANDINI
Non giudicate in fretta.

DON MAGNIFICO
Lo dica ad un papà.

DANDINI
Ma silenzio.

DON MAGNIFICO
Si sa; via, dica presto.

DANDINI
Non ci ode alcuno?

DON MAGNIFICO
In aria non si vede una mosca.

DANDINI
È un certo arcano
che farà sbalordir.

DON MAGNIFICO
(smaniando)
Sto sulle spine.

DANDINI
Poniamoci a sedere.

DON MAGNIFICO
Presto, per carità.

DANDINI
Voi sentirete
un caso assai bizzarro.

DON MAGNIFICO
(Che volesse
maritarsi con me?)

DANDINI
Mi raccomando.

DON MAGNIFICO
(con smania che cresce)
Ma si lasci servir.

DANDINI
Sia sigillato
quanto ora udrete dalla bocca mia.

DON MAGNIFICO
Io tengo in corpo una segreteria.

Clicca qui per il testo del brano.

DANDINI
Un segreto d'importanza,
un arcano interessante
io vi devo palesar.
È una cosa stravagante,
vi farà strasecolar.

DON MAGNIFICO
Senza battere le ciglia,
senza manco trarre il fiato
io mi pongo ad ascoltar.
Starò qui pietrificato,
ogni sillaba a contar.

DANDINI
Uomo saggio e stagionato
sempre meglio ci consiglia.
Se sposassi una sua figlia,
come mai l'ho da trattar?

DON MAGNIFICO
(Consiglier son già stampato!)
Ma che eccesso di clemenza!
Mi stia dunque Sua eccellenza...
(Bestia!)... Altezza, ad ascoltar.
Abbia sempre pronti in sala
trenta servi in piena gala,
cento sedici cavalli,
duchi, conti e marescialli
a dozzine convitati,
pranzi sempre coi gelati
poi carrozze, poi bombè.

DANDINI
Vi rispondo senza arcani
che noi siamo assai lontani.
Io non uso far de' pranzi;
mangio sempre degli avanzi,
non m'accosto a' gran signori,
tratto sempre servitori.
Me ne vado sempre a piè.

DON MAGNIFICO
Mi corbella?

DANDINI
Gliel prometto.

DON MAGNIFICO
Questo dunque...?

DANDINI
È un romanzetto.
È una burla il principato,
sono un uomo mascherato.
Ma venuto è il vero principe,
m'ha strappata alfin la maschera.
Io ritorno al mio mestiere:
son Dandini il cameriere.
Rifar letti, spazzar abiti,
far la barba e pettinar.

DON MAGNIFICO
Far la barba... e pettinar...?
Di quest'ingiuria,
di quest'affronto
il vero principe
mi renda conto.

DANDINI
Oh, non s'incomodi,
non farà niente.
Ma parta subito,
immantinente.

DON MAGNIFICO
Non partirò.

DANDINI
Lei partirà.

DON MAGNIFICO
Sono un barone.

DANDINI
Pronto è il bastone.

DON MAGNIFICO
Ci rivedremo,
ci parleremo!

DANDINI
Ci rivedremo,
ci parleremo!

DON MAGNIFICO
Tengo nel cerebro
un contrabbasso
che basso basso
frullando va.
Da cima a fondo,
poter del mondo!
Che scivolata,
che gran cascata!
Eccolo eccolo,
tutti diranno,
mi burleranno
per la città.

DANDINI
Povero diavolo!
È un gran sconquasso
che d'alto in basso
piombar lo fa.
Vostr'eccellenza
abbia prudenza.
Se vuol rasoio,
sapone e pettine,
saprò arricciarla,
sbarbificarla.
Ah ah! Guardatelo,
l'allocco è là.




Claudio Desderi e Paolo Montarsolo


Pietro Spagnoli e Alessandro Corbelli


Marco Vinco e Alfonso Antoniozzi


Sesto Bruscantini
e Alfredo Mariotti

Alessandro Corbelli
ed Enzo Dara


Vi segnalo infine questo interessantissimo filmato che mostra due grandi interpreti dell'opera italiana, Roberto De Candia e Alfonso Antoniozzi, esibirsi nel duetto in questione durante un seminario.

2 commenti:

Erica Dalmartello ha detto...

Adoro Pietro Spagnoli, anche il suo Barbiere di Siviglia è splendido. Tra gli interpreti di oggi di questo repertorio uno dei miei preferiti! Bella anche la sua storia: da piccolo è entrato per caso nel coro della Cappella Sistina a Roma perché un vicino lo sentì "schiamazzare" in cortile. Per anni fece i chilometri per andare a studiare da casa sua nella periferia di Roma... Sacrificio premiato e successo meritato. Ovviamente più all'estero che in Italia... Ahimè


Christian ha detto...

Anche a me Spagnoli piace. L'ho apprezzato molto anche come Macrobio ne "La pietra del paragone", opera giovanile rossiniana che amo particolarmente e che mi piacerebbe a breve "trattare" su questo blog...