3 aprile 2017

Norma (12) - "Oh! Di qual sei tu vittima"

Scritto da Marisa

Il capovolgimento non potrebbe essere maggiore e il risveglio più brusco! Con l'entrata imprevista di Pollione, dall'idillio si passa al dramma. L'atmosfera sognante, con la complicità delle due donne unite dal sentimento d'amore per un uomo che ancora ignorano sia lo stesso, viene distrutta immediatamente. Tutti e tre restano sbigottiti in modo diverso: meraviglia incredula, confusione e tremore per Adalgisa, imbarazzo rabbioso per Pollione, pura rabbia e furore per Norma. Al rimprovero che come prima reazione Pollione rivolge alla ragazza, la parte più debole (“Misera, che festi?”), Norma immediatamente risponde fronteggiando l'uomo con chiare minacce:

Oh, non tremare, o perfido,
Ah, non tremar per lei!
Essa non è colpevole,
Il malfattor tu sei!
Trema per te, fellon,
Pei figli tuoi,
Trema per me, fellon!
E subito dopo, cerca di aprire gli occhi ad Adalgisa sulla vera identità di chi l'ha fatta innamorare:
Oh! Di qual sei tu vittima
Crudo e funesto inganno!
Pria che costui conoscere
T'era il morir men danno!
Fonte d'eterne lagrime
Egli a te pur dischiuse
Come il mio cor deluse,
L'empio il tuo core tradì!
Non sembra forse di sentire Donna Elvira che cerca di sottrarre Zerlina dalle sgrinfie di Don Giovanni, rivelandole gli inganni di cui lui abitualmente si serve? Solo che in questo caso Norma stessa apprende soltanto ora la vigliaccheria dell'amato, anche se ne sospettava il disamore, e il colpo è terribile anche per lei, mentre Donna Elvira, pur soffrendo perché ancora innamorata, conosceva già dal catalogo di Leporello le imprese seduttive di lui...

Mentre però Don Giovanni si destreggia prendendo in giro tutte e due le donne e mentendo ad entrambe, Pollione difende il proprio innamoramento per la ragazza e fronteggia Norma, ritorcendole persino la colpa (“Giudichi solo il cielo Quali più di noi fallì!”) e cercando di forzare Adalgisa a seguirlo, in nome della passione guidata dal dio dell'amore che si è impossessato di lui. Quale scusa migliore: il tradimento non è mia responsabilità, ma io seguo solo quello che un dio ha stabilito per me, il mio destino! Tanta faccia tosta è superata forse solo da Giasone che, di fronte a Medea infuriata per il tradimento, cerca di convincerla che le nuove nozze con la figlia del re sono state “razionalmente e avvedutamente” volute da lui per meglio provvedere, in una posizione di potere accresciuto, all'avvenire dei figli avuti con lei, donna ormai senza potere perché straniera e barbara. E se lei se ne starà buona e non provoca scandali, potrebbe persino averne dei vantaggi...

Quella che, inorridita dalla situazione che le si sta presentando, prende subito le distanze e decide immediatamente di cambiare direzione imponendo al cuore un sacrificio, è la più giovane che si rivela la più forte. Adalgisa si schiera subito dalla parte di Norma, vedendone lo strazio e non sopportando una simile mancanza di responsabilità di un padre rispetto ai figli. Forse non siamo più abituati a vedere in persone ancora giovanissime simile “eticità” e forza di volontà davati alle lusinghe dei piaceri, e il gesto di Adalgisa può venire sottovalutato, attribuendolo al facile tirarsi indietro da una situazione scabrosa, possibile solo quando non si sia ancora “veramente” innamorati e non c'è vero sacrificio perché la passione non ha ancora messo radici. Può darsi che in parte sia così, ma sicuramente qui stiamo assistendo ad un salto di maturità che solo pochi sanno effettuare: una presa di coscienza che può trasformare da timidi adolescenti ad adulti in grado di governare il proprio destino, sempre che le premesse di pulizia morale e addestramento alla lealtà ci siano già. E per Adalgisa è così. Come con tutta sincerità si era aperta all'amore divino e poi ai richiami del cuore quando li vedeva indirizzati ad un uomo valoroso e degno di stima, anche se nemico della sua gente, così ora sinceramente riconosce l'autenticità del dolore di Norma e i suoi diritti di madre, rinunciando a seguire Pollione. E non è vero che questo non le costa niente, perché la sentiamo ammettere:
Soffocar saprò i lamenti,
Divorare i miei tormenti;
Morirò perché ritorno
Faccia il crudo ai figli, a te!
La scena si chiude con una concitazione ancora maggiore perché risuonano i sacri bronzi del tempio e Norma viene richiamata al suo ruolo sacerdotale per interpretare la voce del Dio. E questa volta, con dentro tanto furore e sete di vendetta, il responso divino non sarà tanto pacifico...

Clicca qui per il testo di "Oh, non tremare, o perfido"... "Oh! di qual sei tu vittima".

NORMA
Ma di': l'amato giovane
Quale fra noi si noma?

ADALGISA
Culla non ebbe in Gallia:
Roma gli è patria.

NORMA
Roma? Ed è? Prosegui…

(entra Pollione)

ADALGISA
Il mira.

NORMA
Ei! Pollion!

ADALGISA
Qual ira!

NORMA
Costui, costui dicesti?
Ben io compresi?

ADALGISA
Ah! Sì.

POLLIONE
(inoltrandosi ad Adalgisa)
Misera te! Che festi?

ADALGISA
(smarrita)
Io?
v NORMA
(a Pollione)
Tremi tu? E per chi?
E per chi tu tremi?

(Alcuni momenti di silenzio. Pollione è confuso, Adalgisa tremante e Norma fremente.)

Oh, non tremare, o perfido,
Ah, non tremar per lei!
Essa non è colpevole,
Il malfattor tu sei!
Trema per te, fellon,
Pei figli tuoi,
Trema per me, fellon!

ADALGISA
(tremante)
Che ascolto? Ah! Deh parla!
Taci? T'arretri! Ohimè!

(Si copre il volto colle mani; Norma l'afferra per un braccio, e la costringe a mirar Pollione.)

NORMA
Oh! Di qual sei tu vittima
Crudo e funesto inganno!
Pria che costui conoscere
T'era il morir men danno!
Fonte d'eterne lagrime
Egli a te pur dischiuse
Come il mio cor deluse,
L'empio il tuo core tradì!

POLLIONE
Norma! De' tuoi rimproveri
Segno non farmi adesso!
Deh! A quest afflitta vergine
Sia respirar concesso!

ADALGISA
Oh, qual mistero orrible!
Trema il mio cor di chiedere,
Trema d'udire il vero!
Tutta comprendo, o misera,
Tutta la mia sventura,
Essa non ha misura,
S'ei m'ingannò così!

POLLIONE
Copra a quell'alma ingenua,
Copra nostr'onte un velo!

NORMA
Empio e tant'osi?

POLLIONE
Giudichi solo il cielo
Quali più di noi fallì!

NORMA
Perfido!

POLLIONE
(per allontanarsi)
Or basti.

NORMA
Fermati!

POLLIONE
(afferra Adalgisa)
Vieni.

ADALGISA
(dividendosi da lui)
Mi lascia, scostati!
Sposo sei tu infedele!

POLLIONE
Qual io mi fossi oblio.

ADALGISA
Mi lascia, scostati!

POLLIONE
(con tutto il fuoco)
L'amante tuo son io!

ADALGISA
Va, traditor!

POLLIONE
È mio destino amarti,
Destino costei lasciar!

NORMA
(rerimendo il furore)
Ebben! lo compi,
Lo compi e parti!
(ad Adalgisa)
Seguilo.

ADALGISA
(supplichevole)
Ah! No, giammai, ah, no.
Ah, pria spirar!

NORMA
(fissa Pollione sino che prorompe)
Vanne, sì, mi lascia, indegno,
Figli oblia, promesse, onore!
Maledetto dal mio sdegno
Non godrai d'un empio amore!

ADALGISA E POLLIONE
Ah!

POLLIONE
Fremi pure, e angoscia eterna
Pur m'imprechi il tuo furore!

NORMA
Te sull'onde e te sui venti
Seguiranno mie furie ardenti!
Mia vendetta e notte e giorno
Ruggirà intorno a te!

POLLIONE
(disperatamente)
Fremi pure, e angoscia eterna
Pur m'imprechi il tuo furore!
Quest'amor che mi governa
È di te, di me maggiore!

ADALGISA
(supplichevole)
Ah! Non fia ch'io costi
Al tuo core si rio dolore!

POLLIONE
Dio non v'ha che mali inventi
De' miei mali, ah, più cocenti!
Maledetto io fui quel giorno
Che il destin m'offerse a te.
Maledetto io fui per te!

ADALGISA
Ah! Non fia ch'io costi
Al tuo core si rio dolore!

NORMA
Parti!

ADALGISA
Ah, sian frapposti e mari e monti
Fra me sempre e il traditore!

NORMA
Indegno!

ADALGISA
Ah! Non fia ch'io costi
Al tuo core si rio dolore!

POLLIONE
Fremi pure!

NORMA
Te sull'onde e te sui venti
Seguiranno mie furie ardenti!

POLLIONE
Dio non v'ha che mali inventi
De' miei mali, ah, più cocenti!

ADALGISA
Soffocar saprò i lamenti,
Divorare i miei tormenti;
Morirò perchè ritorno
Faccia il crudo ai figli, a te!

NORMA
Maledetto dal mio sdegno
Non godrai d'un empio amore!

POLLIONE
Dio non v'ha che mali inventi
De' miei mali, ah, più cocenti!

(Squillano i sacri bronzi del tempio. Norma è chiamata ai riti.)

CORO
(di dentro)
Norma, Norma all'ara!
In tuon feroce
D'Irminsul tuonò la voce,
Norma al sacro altar!

NORMA
Ah! Suon di morte!
Ah, va, per te qui pronta ell'è!

ADALGISA
Ah! Suon di morte s'intima a te,
Va, per te qui pronta ell'è,
Ah, fuggi!

POLLIONE
Ah! Qual suon!
Sì, la sprezzo, sì, ma prima
Mi cadrà il tuo Nume al piè!

(Norma respinge d'un braccio Pollione, e gli accenna di uscire. Pollione si allontana furente.)




Daniela Dessì (Norma), Kate Aldrich (Adalgisa), Fabio Armiliato (Pollione)
dir: Evelino Pidò (2008)


Sondra Radvanovsky (Norma), Ekaterina Gubanova (Adalgisa), Gregory Kunde (Pollione)
dir: Renato Palumbo (2015)


Maria Callas, Giulietta Simionato, Mario del Monaco (1955)

Joan Sutherland, Marilyn Horne, Franco Tagliavini (1967)