27 novembre 2016

Carmen (5) - Habanera

Scritto da Marisa



E veniamo ad uno dei centri nevralgici di tutta l'opera, quello che è il manifesto di Carmen, il suo biglietto di presentazione, e che racchiude una vera e propria filosofia dell'amore e della personalità di Carmen stessa, perché si può già dire che lei è tutta qui e rimarrà “fedele” a questa concezione dell'amore fino alla fine, lei che apparentemente è il simbolo della leggerezza e dell'infedeltà...

L’amour est un oiseau rebelle
Que nul ne peut apprivoiser,
Et c’est bien en vain qu’on l’appelle,
S’il lui convient de refuser.
Rien n’y fait, menace ou prière,
L’un parle bien, l’autre se tait;
Et c’est l’autre que je préfère,
Il n’a rien dit, mais il me plaît.

L’amour est enfant de Bohême,
Il n’a jamais connu de loi;
Si tu ne m’aimes pas, je t’aime;
Si je t’aime, prends garde à toi!
L'amore è un uccello ribelle
Che nessuno può addomesticare,
Invano lo si chiama,
Se gli va di rifiutare.
Nulla serve, minaccia o preghiera,
L'uno parla bene, l'altro tace;
Ed è l'altro ch'io preferisco,
Nulla ha detto, ma mi piace.

L’amore è figlio di zingari,
mai ha conosciuto legge;
se tu non m’ami, io t’amo;
se io t’amo, attento a te!
Alla richiesta appassionata ma giocosa dei giovanotti che l'aspettano, Carmen risponde con una canzone che è diventata una delle più celebri e popolari definizioni dell'amore di tutto il repertorio lirico, pari forse solamente all'ispirato canto di Alfredo ("La Traviata") sull'amore come “palpito dell'universo intero”. Sono due concezioni completamente diverse dell'amore, su cui vale la pena di riflettere, perché ambedue sgorgano dal profondo dell'animo umano e indirizzano i comportamenti e i destini di tutti.

L'amore di cui parla Carmen è subito definito da un'immagine precisa: un "uccello ribelle", che nessuno può mai addomesticare, va e viene dove e quando gli pare e si concede o rifiuta senza alcun vero motivo razionale, anzi sembra proprio il contrario: meno lo si prega e più è probabile la scelta.
Quello che lo caratterizza è quindi la volatilità (è un uccello!), l'imprevedibilità, la capricciosità e la gratuità. La cosa più interessante è che Carmen non parla di sé stessa ma dell'amore, e implicitamente riconosce di essere anche lei soggetta a questo inesorabile tiranno. Non vi si identifica ma ne è l'interprete fedele, ha accettato pienamente le sue regole e la sua volatilità.

Dietro questa concezione e questo vissuto dell'amore – che in quanto vissuto ha naturalmente le sue conseguenze – c'è una precisa immagine mitologica e quindi un modello archetipico riscontrabile sia nella nostra tradizione greco-romana che in quella orientale: la figura di Eros-Cupido, l'alato (l'uccello!) figlio di Afrodite che colpisce a occhi bendati con il suo arco – a suo capriccio e piacimento – gli uomini, le donne e persino gli dei (non escluso il grande padre Zeus, vittima più volte del capriccioso figlio alato), facendoli innamorare in modo imprevedibile e spesso catastrofico, come la vicenda di Elena e il suo rapimento da parte di Paride insegna in modo esemplare, avendo scatenato la guerra più celebre dell'antichità! Solo tre dee, Atena, Artemide e Estia, chiedono ed ottengono il privilegio di non cadere vittime di Eros-Cupido, rimanendo vergini e libere di eseguire i propri compiti senza interferenze da parte di eccessivi coinvolgimenti amorosi. Ma questi sono aspetti verginali della psiche che andrebbero approfonditi in altra sede.

In oriente questa parte è affidata a Kama, dio dell'amore e del piacere, raffigurato come un avvenente giovane che, a cavallo di un pappagallo multicolore, armato di un arco fatto di canna da zucchero, scaglia le sue frecce che sulla punta hanno un fiore nel cuore dei mortali e degli immortali. Egli è il figlio prediletto di Brahma (nasce direttamente dal suo cuore), ma sua madre è la bella Lakshmi, dea della fortuna e moglie di Vishnù. Kama ha come moglie Rati, la dea della passione, ed è patrono delle belle Aspara, le ninfe celesti che lui utilizza per sedurre i cuori di tutti. Con simili strumenti tenta inutilmente di distogliere il pricipe Siddharta (che sarebbe diventato il grande Buddha proprio in seguito a questa vittoria) dalla sua meditazione e concentrazione interiore alla ricerca della liberazione da ogni desiderio che lo tenesse legato alla catena del dolore. La vicenda della lotta tra il Buddha e Kama e le sue seduzioni è diventata il modello e il motivo portante di tutto il Buddismo: il costante impegno per l'uomo che vuole raggiungere lo stato di libertà interiore e di “illuminazione” a non abbassare la guardia rispetto ai continui tentativi di Kama, il divino seduttore, per ridurre gli uomini schiavi delle passioni e della voluttà.

Sia Eros che Kama hanno una versione più sublime e più antica: sono ambedue divinità che risalgono alle origini della creazione e rappresentano quell'anelito primordiale che rende possibile ogni forma di vita; il desiderio e l'amore come fonte prima della possibilità dell'espansione dell'intero universo. Ed è quest'aspetto che intuisce Alfredo e rende il suo amore per Violetta così vitale e “trasformante” facendola passare da semplice cortigiana a donna pervasa da un amore in grado di reggere ogni sacrificio.
Tra queste due sponde archetipiche si distende tutta la gamma delle infinite modalità di esprimersi dell'amore umano, dagli impulsi più effimeri alle passioni più durature e sublimi e che, attraverso le più svariate vicende, caratterizzano i vari stili d'amore.
Carmen è sicuramente dominata dal primo aspetto, il più irrazionale, e non prova nemmeno per un istante ad immaginare che ci si potrebbe sottrarre alla sua capricciosità, anzi di questo dominio fa la sua bandiera e vi fonda una filosofia di libertà. Vedremo di che libertà si tratta e dove tende, anche se ad occhi chiusi...

La seconda strofa del canto di Carmen accentua l'aspetto trasgressivo dell'amore come lo conosce lei e lo propone definendolo “figlio di Bohême” che “mai ha conosciuto leggi”, essendo nomade e fuori da ogni contesto normativo e istituzionalizzato, proprio come gli zingari di cui lei stessa fa parte.
Nonostante l'apparente leggerezza, ribadita dall'estrema volubilità che riprende l'immagine dell'uccello che vola lontano quando lo si invoca e che invece ritorna quando ormai non lo si cerca più, Carmen mette in guardia colui su può cadere il suo amore (“e se io t'amo, sta attento a te!"), un avvertimento che non va preso alla leggera. Ecco dove si insinua la prima spina, il primo veleno in tanta dolcezza e grazia!

Clicca qui per il testo di "L'amour est un oiseau rebelle".

CARMEN
L’amour est un oiseau rebelle
que nul ne peut apprivoiser,
et c’est bien en vain qu’on l’appelle,
s’il lui convient de refuser.
Rien n’y fait, menace ou prière,
l’un parle bien, l’autre se tait;
et c’est l’autre que je préfère:
il n’a rien dit, mais il me plaît.
L’amour! etc.

CHŒUR
L’amour est un oiseau rebelle, etc.

CARMEN
L’amour est enfant de bohème,
il n’a jamais connu de loi:
Si tu ne m’aimes pas, je t’aime;
si je t’aime, prends garde à toi! etc.

CHŒUR
Prends garde à toi! etc.
L’amour est enfant de bohème, etc.

CARMEN
L’oiseau que tu croyais surprendre
battit de l’aile et s’envola –
l’amour est loin, tu peux l’attendre;
tu ne l’attends plus, il est là!
Tout autour de toi vite, vite,
il vient, s’en va, puis il revient –
tu crois le tenir, il t’évite,
tu crois l’éviter, il te tient.
L’amour! etc.

CHŒUR
Tout autour de toi, etc.

CARMEN
L’amour est enfant de bohème,
il n’a jamais connu de loi,
Si tu ne m’aimes pas, je t’aime;
si je t’aime, prends garde à toi!
Si tu ne m’aimes pas, je t’aime, etc.

CHŒUR
Prends garde à toi! etc.
L’amour est enfant de bohème, etc.

CARMEN
L’amore è un uccello ribelle
che nessuno potrà mai addomesticare,
ed è davvero inutile chiamarlo,
se lui preferisce sottrarsi.
Niente lo smuove, minaccia o preghiera,
uno parla bene, l’altro tace;
ed è l’altro che io preferisco:
non ha detto niente, ma mi piace.
L’amore! ecc.

CORO
L’amore è un uccello ribelle, ecc.

CARMEN
L’amore è un piccolo zingaro,
non ha mai conosciuto legge alcuna:
Se tu non mi ami, io ti amo;
se io ti amo, stai attento a te! ecc.

CORO
Stai attento a te! ecc.
L’amore è un piccolo zingaro, ecc.

CARMEN
L’uccello che tu credevi di catturare
con un colpo d’ali è volato via –
l’amore è lontano, tu puoi aspettarlo;
non l’aspetti più, eccolo là!
Tutto intorno a te, veloce veloce,
viene, se ne va, poi torna –
tu credi di tenerlo, lui ti evita,
tu credi di evitarlo, lui ti tiene.
L’amore! ecc.

CORO
Tutto intorno a te, ecc.

CARMEN
L’amore è un piccolo zingaro,
non ha mai conosciuto legge alcuna:
Se tu non mi ami, io ti amo;
se io ti amo, stai attento a te!
Se tu non mi ami, io ti amo, ecc.

CORO
Stai attento a te!
L’amore è un piccolo zingaro, ecc.



Elena Obraztsova
dir: Carlos Kleiber (1978)



Elina Garanča
dir: Yannick Nézet-Séguin (2009)



Maria Callas


Agnes Baltsa


Angela Gheorghiu

Marilyn Horne


Il termine "Habanera" (o "Havanaise", alla francese) indica una danza popolare di origine cubana – da cui il nome, che deriva dalla città dell'Avana – dal ritmo lento, simile al tango. Per comporre la sua, Bizet si ispirò a quello che credeva essere un motivo popolare spagnolo, "El Arreglito", ignorando invece che si trattava di una canzone originale di Sebastián Iradier (1809-1965, autore anche della celebre "La paloma"). Quando se ne rese conto, il compositore aggiunse una nota alla partitura vocale per riconoscere la fonte.


"El Arreglito" (di Sebastián Iradier)
Roser Ferrer-Morató (soprano), Cecílio Tieles (piano)


Il brano è talmente celebre, che non stupisce che si possano trovare alcune varianti... "particolari":


Céline Dion

Amadeus Electric Quartet