31 marzo 2010

28. Recitativo e Aria: "Deh, vieni, non tardar"

Scritto da Christian

Con l'arrivo di Susanna e della Contessa nel giardino (ciascuna con i vestiti dell'altra), il quarto atto de "Le nozze di Figaro" entra finalmente nel vivo, dopo una serie di numeri musicali che hanno un po' "ritardato" l'azione (con quest'aria di Susanna, sono ben cinque i brani "a solo" consecutivi: non stupisce che due di essi, quelli di Marcellina e Basilio, vengano spesso omessi dalle rappresentazioni). Da notare che il travestimento (di cui avevamo già avuto un assaggio in precedenza, con Cherubino vestito da donna) e lo scambio degli abiti sono classici meccanismi dell'opera buffa e della commedia italiana. In particolare, il cambio di abiti fra un padrone e il suo servo (come quello che qui vediamo fra la Contessa e Susanna) verrà reso celebre dagli stessi Mozart e Da Ponte nella loro opera successiva, il "Don Giovanni".

Come aveva anticipato di voler fare in una scena precedente, Marcellina ha avvisato Susanna del fatto che Figaro la ritiene infedele e si è appostato segretamente nel boschetto per coglierla in fragrante quando incontrerà il Conte. La ragazza, stizzita per la mancanza di fiducia del suo sposo, decide allora di punirlo divertendosi a "provocarlo" ulteriormente, lanciandosi in un appassionato canto nel quale pregusta l'imminente arrivo del suo amante. Figaro, che ne ode la voce ma al buio non può vedere il suo abito, crede così di trovare conferma a tutti i suoi sospetti. Nel frattempo, mentre la Contessa si fa da parte, pronta a sostituirsi a Susanna non appena arriverà il Conte, Marcellina si nasconde nello stesso padiglione dove si è già recata Barbarina, che vi sta attendendo Cherubino.

La bellissima aria "Deh, vieni, non tardar", con il suo testo evocativo, la melodia semplice e la cadenza ondeggiante, quasi "arcadica", è un perfetto richiamo alle gioie dell'amore segreto e non può che solleticare ulteriormente la gelosia di Figaro; al punto che, dopo aver udito parole tanto appassionate, il valletto commenterà fra sé: "Perfida! E in quella forma ella meco mentia? Non so s'io veglio o dormo". Nel 1789, come per la precedente aria di Susanna nel secondo atto, Mozart sostituì questo brano con un'aria alternativa, l'elaborato rondò "Al desio". Entrambe le arie (quella originale e quella sostituitiva) sono precedute dal medesimo recitativo obbligato, "Giunse alfin il momento", molto gradevole e suggestivo.

Clicca qui per il testo del recitativo che precede il brano.

SUSANNA
Signora, ella mi disse
che Figaro verravvi.

MARCELLINA
Anzi è venuto.
Abbassa un po' la voce.

SUSANNA
Dunque, un ci ascolta, e l'altro
dee venir a cercarmi.
Incominciam.

MARCELLINA
(entra dove entrò Barbarina)
Io voglio qui celarmi.

SUSANNA
Madama, voi tremate; avreste freddo?

LA CONTESSA
Parmi umida la notte; io mi ritiro.

FIGARO
(Eccoci della crisi al grande istante.)

SUSANNA
Io sotto quelle piante,
se madama il permette,
resto a prendere il fresco una mezz'ora.

FIGARO
(Il fresco, il fresco!)

LA CONTESSA
(si nasconde)
Restaci in buon'ora.

SUSANNA
(Il birbo è in sentinella.
Divertiamci anche noi,
diamogli la mercé de' dubbi suoi.)

Clicca qui per il testo del brano.

SUSANNA
Giunse alfin il momento
che godrò senz'affanno
in braccio all'idol mio.
Timide cure, uscite dal mio petto,
a turbar non venite il mio diletto!
Oh, come par che all'amoroso foco
l'amenità del loco,
la terra e il ciel risponda.
Come la notte i furti miei seconda!

Deh, vieni, non tardar, o gioia bella,
vieni ove amore per goder t'appella,
finché non splende in ciel notturna face,
finché l'aria è ancor bruna e il mondo tace.
Qui mormora il ruscel, qui scherza l'aura,
che col dolce sussurro il cor ristaura,
qui ridono i fioretti e l'erba è fresca,
ai piaceri d'amor qui tutto adesca.
Vieni, ben mio, tra queste piante ascose,
ti vo' la fronte incoronar di rose.


Lucia Popp


Kathleen Battle


Anna Netrebko


Renata Tebaldi


Anna Moffo


Barbara Bonney

Mirella Freni