28 novembre 2010

Turandot (15) - Le tentazioni

Scritto da Marisa

Ping, Pong e Pang, in qualità di rappresentanti del potere costituito, cercano immediatamente di riportare il giovane entusiasta e sognatore alla prosaicità dell'utile immediato ("Tu che guardi le stelle, abbassa gli occhi"), e lo fanno cercando di sedurlo con quelle tentazioni che sanno essere sempre molto potenti e alle quali in genere nessuno resiste (le proposte che non si possono rifiutare...): sesso, denaro e potere.
Gli enigmi erano tre, e tre sono le tentazioni, anzi le pressioni accompagnate da ricompensa.
Per aver salva la vita i ministri propongono al principe di fuggire, lasciando inconclusa la vittoria, e in cambio gli offrono, se è l'amore sensuale quello che cerca, tante bellissime fanciulle ("Guarda, son belle / son belle tra lucenti veli! Corpi flessuosi...").


Al deciso no di Calaf, passano al secondo attacco offrendo ceste di gioielli di ogni tipo, ricchezze e tesori, decantandoli abbondantemente ("Fuochi azzurri! / queste fulgide gemme! / Verdi splendori! / Pallidi giacinti! / Le vampe rosse dei rubini! / Sono gocciole d'astri! / Prendi, è tutto tuo!").
Senza pensarci un attimo, la risposta è un "No!" assoluto e allora si passa alla terza proposta: quella che fa leva sul desiderio di potere e di gloria. "Vuoi la gloria? Noi ti farem fuggir... e andrai lontano con le stelle, verso imperi favolosi!", suggeriscono i ministri a Calaf, mentre tutta la folla lo incita ad accettare e fuggire.
Il giovane eroe ha bisogno di tutto il suo coraggio per liberarsi da quello che gli sembra un incubo ed invoca l'alba, sua alleata, per passare indenne da simili pressioni e riafferma: "Crollasse il mondo, voglio Turandot!". Rimane così fedele alla sua ricerca e al suo cuore. Solo gli spiriti eletti hanno tanta fermezza, e le doti per resistere a tali pressioni non si improvvisano ("So resistere a tutto, fuorchè alle tentazioni", diceva Oscar Wilde con la consueta, spietata e ironica verità).


Il tema delle tentazioni all'interno di una prova difficilissima è propria dei grandi cammini spirituali e non ci si meravigli se oso paragonare Calaf al Buddha e persino al Cristo. Il principe Siddharta diventerà il Buddha (l'illuminato) dopo la famosa notte in cui, sedendo sotto l'albero della conoscenza, riuscì a rimanere completamente calmo e imperturbabile di fronte a Mara, il demone-eros dell'India, che lo assaliva con le visioni scatenate dall'opera richiesta ai tre figli, Turbamento, Estro e Orgoglio, e alle tre figlie, Insoddisfazione, Voluttà e Bramosia. Dal nome dei figli possiamo capire la natura delle tentazioni e vediamo che in fondo sono le stesse che i ministri di Turandot presentano a Calaf. Il Buddha riporterà la vittoria proprio all'alba e tutti gli dei celesti si rallegreranno con lui (Aśvaghoṣa, “Le gesta del Buddha”, ed. Adelphi).
Da Freud sappiamo quanto siano potenti e importanti le pulsioni legate alla sessualità, tanto da aver ridotto tutta la libido a pulsione sessuale attirandosi le feroci critiche dei contemporanei educati secondo la morale ancora ottocentesca (la pubblicazione dell' "Interpretazione dei sogni" inaugura il 1900) e Adler invece imposterà tutta la sua psicologia sulla "volontà di potenza", l'altra grande pulsione, quasi sempre negata ma altrettanto potente.
Jung cercherà di andare oltre, non negando la loro importanza, ma riconoscendo il bisogno ultimo dell'uomo nel trovare la propria realizzazione (il processo di individuazione) non nell'esaudimento immediato né nella rimozione, ma nella trasformazione delle pulsioni istintuali sotto la guida del Sé. Solo pochi si impegnano in questo processo e i grandi campioni dello spirito ne sono i modelli.
Nelle tentazioni che Gesù (prima di diventare il Cristo) dovrà affrontare durante i suoi 40 giorni di ritiro nel deserto manca la tentazione del sesso (per lo meno i Vangeli, che rimuovono completamente la sessualità, non ne parlano) e sono invece pressanti quelle del potere, della gloria e dell'orgoglio smisurato fino all'onnipotenza. È comunque importante il fatto che anche Gesù abbia avuto le sue tentazioni da parte dell'Avversario, e solo superandole abbia potuto iniziare la vera missione. Altre tentazioni si ripresenteranno alla fine, per sottolineare la difficoltà della scelta e la drammaticità dell'ultimo sacrificio. Senza di queste il valore etico non esisterebbe e non sarebbe possibile una scelta individuale.

Tornando a Calaf e alle sue tentazioni, questo è il momento in cui si chiarisce meglio la natura del suo trasporto per Turandot e si delinea che quello che sta avvenendo è soprattutto un percorso individuativo e spirituale, perché all'esaudimento immediato delle pulsioni egli preferisce e lotta per conquistare una donna che rappresenta la parte più segreta e profonda della propria Anima, cosa che la rende unica e irrinunciabile. La fascinazione che Turandot ha esercitato immediatamente su di lui ha infatti la natura della proiezione d'Anima, più che una semplice attrazione sessuale, la stessa proiezione d'Anima che Dante effettua su Beatrice e che lo porterà a compiere la grande impresa attraverso il "viaggio" pericoloso. Turandot rappresenta così l'Anima da riconquistare, o meglio quell'aspetto del femminile interiore che l'uomo, nel progredire della coscienza patriarcale dominatrice e unilaterale, ha estraniato da sé inimicandosela. Solo gli uomini più sensibili se ne accorgono, in genere gli artisti, e spesso la poesia è un canto alla ricerca di quell'unità interiore (l'armonia) che da tanto tempo abbiamo perso, una ricerca accorata della propria principessa violentata e abbandonata; e quando capita di trovarsela davanti, bisogna saper affrontare qualsiasi prova per riconquistarla.

Clicca qui per il testo di "Tu che guardi le stelle".

PING
Tu che guardi le stelle,
abbassa gli occhi!

PONG
La nostra vita è in tuo potere!

PANG
La nostra vita!

PING
Udisti il bando?
Per le vie di Pekino
ad ogni porta batte la morte
e grida: il nome!

PONG
Il nome!

PONG, PANG
Il nome!

PING, PONG, PANG
O sangue!

CALAF
Che volete da me?

PING
Di' tu che vuoi! Di' tu che vuoi!

PONG
Di' tu che vuoi!

PING
È l'amore che cerchi?

PANG
Di' tu che vuoi!

PING
Di' tu che vuoi!
Ebbene, prendi!
Guarda, son belle,
son belle fra lucenti veli!

PONG, PANG
Corpi flessuosi...

PING
Tutte ebbrezze e promesse
d'amplessi prodigiosi!

DONNE
Ah, ah! Ah, ah!
Ah, ah! Ah, ah!

CALAF
No! No!

PONG, PANG
Che vuoi?

PING, PONG, PANG
Ricchezze?
Tutti i tesori a te!
A te!... A te!... A te!

PING
Rompon la notte nera...

PONG
Fuochi azzurri!

PING
...queste fulgide gemme!

PANG
Verdi splendori!

PONG
Pallidi giacinti!

PANG
Le vampe rose dei rubini!

PING
Sono gocciole d'astri!

PONG, PANG
Fuochi azzurri!

PING
Prendi! È tutto tuo!

PONG, PANG
Vampe rosse!

CALAF
No! Nessuna ricchezza! No!

PING, PONG, PANG
Vuoi la gloria?
Noi ti farem fuggir...

PONG, PANG
...e andrai lontano con le stelle
verso imperi favolosi!

FOLLA
Fuggi! Fuggi!

DONNE
Va' lontano, va' lontano!

TUTTI
Fuggi, va' lontano, va'! Va'!

UOMINI
Va' lontano!

TUTTI
Fuggi! Fuggi! Va' lontano,
e noi tutti ci salviam!

CALAF
Alba, vieni!
Quest'incubo dissolvi!

PING
Straniero, tu non sai, tu non sai
di che cosa è capace la crudele.

PING, PONG, PANG
Tu non sai...

PONG, PANG
...quali orrendi martiri...

PING
Tu non sai! Tu non sai!

PONG, PANG
...la Cina inventi.
Se tu rimani e non ci sveli...

PONG, PANG, GENTE
...il nome siam perduti...

PING
L'insonne non perdona!
Noi siam perduti!
Sarà martirio orrendo!

PING, PANG, PONG, UOMINI
I ferri aguzzi!
L'irte ruote!

GENTE
Sarà martirio orrendo!

PING, UOMINI
Il caldo morso
delle tanaglie!

PONG, PANG
La morte a sorso a sorso!

PING, FOLLA
La morte a sorso a sorso!

PONG, PANG
Non farci morire!

TUTTI
Non farci morire,
no, non farci morir!

CALAF
Inutili preghiere!
Inutili minacce!
Crollasse il mondo,
voglio Turandot!


direttore: Zubin Mehta