14 luglio 2017

Così fan tutte (18) - "Eccovi il medico"

Scritto da Christian

Il medico che si presenta per "curare" i due amanti avvelenati è, in realtà, Despina travestita. Il tema dei camuffamenti e delle false identità è un classico dell'opera buffa (e in "Così fan tutte" è davvero preponderante: ne abbiamo già un esempio con il mascheramento di Ferrando e Guglielmo nei due nobili albanesi, sembianze che manterrano praticamente per tutta l'opera, e ne avremo ulteriori conferme nel secondo atto, quando ancora Despina si vestirà da notaio e persino Fiordiligi indosserà brevemente l'uniforme militare di Ferrando). Nel caso di Despina, oltre al farle mutare professione (da cameriera a medico e notaio, figure "rispettabili" ma qui ritratte in maniera totalmente parodistica, scanzonata e provocatoria, memore certamente della Commedia dell'arte), il travestimento ci fa ridere anche per il cambiamento di sesso, che costringe l'attrice a cantare modificando il timbro di voce (anche se non tutte le interpreti lo fanno). L'assurdità e la teatralità dei travestimenti di Despina, se non altro, svela ancor di più la natura fittizia e illusoria della situazione: già era poco verosimile che le due dame non riconoscessero i rispettivi amanti sotto false spoglie, ma che si lascino ingannare in questo modo dalla loro cameriera è indice di estrema ingenuità o semplicità d'animo. Semplicità, d'altronde, già evidente dal modo in cui reagiscono alla presentazione in latino maccheronico del "medico".

Agli occhi di Da Ponte le donne sembrano distinguersi anche per la loro leggerezza e superficialità. Quando Don Alfonso chiede agli uomini perché si sentano così sicuri delle loro fidanzate, questi se n'escono con tutta una serie di banalità – "Nobil educazion ... / Pensar sublime ... / Analogia d'umor ... / Disinteresse ... / Immutabil carattere ..." – di cui il librettista sottolinea con evidente compiacimento l'assoluta falsità. L'educazione delle sorelle, ad esempio, è talmente raffinata da non far loro comprendere neanche il latino elementare con cui Despina – travestita da medico – le saluta nel primo finale: al suo "Salvete, amabiles / bonae puellæ" (mutato da Mozart nello scorretto e dunque più verosimile "bones puelles") esse rispondono infatti "Parla un linguaggio / che non sappiamo".
(Daniel Heartz)
A Despina bisogna comunque dar atto di essere davvero smaliziata e piena di inventiva, e di avere comunque una buona cultura generale (migliore certamente di quella delle sue padrone), altrimenti non potrebbe sostenere questo travestimento (e quello successivo da notaio). Non si sa se l'idea della "pietra mesmerica" come strumento curativo sia farina del suo sacco o un suggerimento di Don Alfonso, fatto sta che è un elemento davvero significativo per la buona riuscita della messinscena. Per curare gli albanesi dall'avvelenamento, infatti, la cameriera fa ricorso alla controversa teoria del "magnetismo animale" ideata dal medico tedesco Franz Anton Mesmer, che sosteneva che "il corretto funzionamento dell'organismo umano è garantito da un flusso armonioso di un fluido fisico che lo attraversa e che tale fluido si identifica con la forza magnetica". Ecco dunque che Despina può permettersi di guarire i due moribondi grazie all'azione di un enorme magnete, descritto così:
Questo è quel pezzo
di calamita:
pietra mesmerica,
ch'ebbe l'origine
nell'Alemagna,
che poi sì celebre
là in Francia fu.
La scena è naturalmente parodistica, e il metodo è spacciato per ciarlataneria, ma curiosamente Mozart aveva conosciuto Mesmer personalmente quando era ancora ragazzo (forse fu proprio lui a commissionargli la sua seconda opera, il singspiel in un atto "Bastien und Bastienne" (K. 50), che venne rappresentato nel 1768 nel giardino della sua residenza a Vienna), e da allora era rimasto suo amico. Cito da Wikipedia:
Durante una festa in casa del principe Dimitri Alekseevic Galitzin, Mesmer poté conoscere Leopold Mozart e suo figlio, Wolfgang Amadeus Mozart, il quale, nonostante la giovane età, aveva composto una sinfonia che fece ascoltare proprio in quell'occasione. Nacque un'amicizia con la famiglia del compositore, tanto che una sera Wolfgang chiese al dottore se poteva sanargli un fastidioso dolore al collo. Mesmer posò le sue mani sulle spalle del giovane che avvertì un “dolce calore” che alleviò immediatamente i sintomi, e il ragazzo gridò al miracolo. Il dottore fu inviato a trascorrere una serata in casa Mozart per festeggiare insieme la fine della composizione dell'opera "Bastien und Bastienne", che Wolfgang presentò il 1º ottobre del 1768 proprio nella residenza di Franz Anton in Landstraße alla presenza di numerosi quanto illustri ospiti. Fu, così, inaugurata la fama di Mesmer quale mecenate illuminato. Quando Mozart compose "Così fan tutte" (1790), nel finale del primo atto, in una scena molto comica, fece riferimento al mesmerismo [...]. Franz Anton, però, non si irritò con lui, perché conosceva bene il carattere scherzoso del suo amico.
È dunque probabile che l'idea di utilizzare il "metodo mesmerico" sia stata farina del sacco di Mozart (che musicalmente accompagna l'effetto del magnete con un divertente trillo dell'orchestra), e non di Da Ponte: un altro segno di come il compositore intervenisse sul libretto suggerendo soluzioni drammaturgiche e non solo correggendo o modificando occasionalmente versi e parole.

I due malati, ovviamente, rinvengono, e Fiordiligi e Dorabella commentano "Ah, questo medico / vale un Perù!" (facendo riferimento alle grandi quantità d'oro che erano state riportate in Europa dai conquistadores del Nuovo Mondo). Le sorelle sono rinfrancate, dopo aver tanto palpitato per la sorte dei due albanesi. Sembrano quasi sul punto di cedere, ma la spregiudicatezza con cui i due uomini, dopo essersi ripresi (e averli scambiati per dée: "Sei tu Palla o Citerea?", ossia Atena e Afrodite), tornano subito all'attacco chiedendo loro un bacio, le fa nuovamente ritrarre. Il concertato di rito con cui si conclude l'atto non sembra dunque far segnare progressi nel tentativo di seduzione. Ma l'episodio dell'avvelenamento ha comunque rivelato che le due dame non sono insensibili al fascino dei misteriosi stranieri, suggerendo che basterà davvero poco ancora per farle capitolare.

Clicca qui per il testo di "Eccovi il medico".

DON ALFONSO
Eccovi il medico,
Signore belle!

FERRANDO E GUGLIELMO
(fra loro)
Despina in maschera!
Che trista pelle!

DESPINA
"Salvete, amabiles
Bones puelles!"

FIORDILIGI E DORABELLA
Parla un linguaggio
Che non sappiamo.

DESPINA
Come comandano,
Dunque, parliamo.
So il greco e l'arabo,
So il turco e il vandalo;
Lo svevo e il tartaro
So ancor parlar.

DON ALFONSO
Tanti linguaggi
Per sè conservi;
Quei miserabili
Per ora osservi:
Preso hanno il tossico;
Che si può far?

FIORDILIGI E DORABELLA
Signor dottore,
Che si può far?

DESPINA
(toccando il polso e la fronte all'uno ed all'altro)
Saper bisognami
Pria la cagione
E quinci l'indole
Della pozione:
Se calda o frigida,
Se poca o molta,
Se in una volta
Ovvero in più.

FIORDILIGI, DORABELLA E DON ALFONSO
Preso han l'arsenico,
Signor dottore;
Qui dentro il bevvero.
La causa è amore
Ed in un sorso
Sel mandar giù.

DESPINA
Non vi affannate,
Non vi turbate;
Ecco una prova
Di mia virtù.

FIORDILIGI E DORABELLA
Egli ha di un ferro
La man fornita.

DESPINA
Questo è quel pezzo
Di calamita:
Pietra mesmerica,
Ch'ebbe l'origine
Nell'Alemagna,
Che poi sì celebre
Là in Francia fu.
(Tocca con un pezzo di calamita la testa ai finti infermi e striscia dolcemente i loro corpi per lungo.)

FIORDILIGI, DORABELLA E DON ALFONSO
Come si muovono,
Torcono, scuotono!
In terra il cranio
Presto percuotono.

DESPINA
A lor la fronte
Tenete su.

FIORDILIGI E DORABELLA
(Metton la mano alla fronte dei due amanti.)
Eccoci pronte!

DESPINA
Tenete forte.
Coraggio! Or liberi
Siete da morte.

FIORDILIGI, DORABELLA E DON ALFONSO
Attorno guardano,
Forze riprendono.
Ah, questo medico
Vale un Perù!

Clicca qui per il testo di "Dove son? Che loco è questo?".

FERRANDO E GUGLIELMO
(sorgendo in piedi)
Dove son? Che loco è questo?
Chi è colui? Color chi sono?
Son di Giove innanzi al trono?
Sei tu Palla o Citerea?
(Ferrando a Fiordiligi e Guglielmo a Dorabella)
No, tu sei l'alma mia dea!
Ti ravviso al dolce viso
E alla man ch'or ben conosco
E che sola è il mio tesor.
(Abbracciano le amanti teneramente e bacion loro la mano.)

DESPINA E DON ALFONSO
Sono effetti ancor del tosco;
Non abbiate alcun timor.

FIORDILIGI E DORABELLA
Sarà ver, ma tante smorfie
Fanno torto al nostro onor.

FERRANDO E GUGLIELMO
(a Fiordiligi e Dorabella)
Per pietà, bell'idol mio!
Volgi a me le luci liete.

FIORDILIGI E DORABELLA
Più resister non poss'io!

DESPINA E DON ALFONSO
In poch'ore, lo vedrete,
Per virtù del magnetismo
Finirà quel parossismo,
Torneranno al primo umor.

FERRANDO E GUGLIELMO
(da sè)
Dalla voglia ch'ho di ridere
Il polmon mi scoppia or or.

Clicca qui per il testo di "Dammi un bacio, o mio tesoro".

FERRANDO E GUGLIELMO
Dammi un bacio, o mio tesoro;
Un sol bacio, o qui mi moro.

FIORDILIGI E DORABELLA
Stelle, un bacio?

DESPINA
Secondate
Per effetto di bontade.

FIORDILIGI E DORABELLA
Ah, che troppo si richiede
Da una fida onesta amante!
Oltraggiata è la mia fede,
Oltraggiato è questo cor!

DESPINA, FERRANDO, GUGLIELMO E DON ALFONSO
(ognuno da sè)
Un quadretto più giocondo
Non si vide in tutto il mondo;
Quel che più mi fa da ridere
È quell'ira e quel furor.

FIORDILIGI E DORABELLA
Disperati, attossicati,
Ite al diavol quanti siete;
Tardi inver vi pentirete
Se più cresce il mio furor!

FERRANDO E GUGLIELMO
(da sè)
Ma non so se vera o finta
Sia quell'ira e quel furor,
Nè vorrei che tanto foco
Terminasse in quel d'amor.

DESPINA E DON ALFONSO
(da sè)
Io so ben che tanto foco
Cangerassi in quel d'amor.




Daniela Dessì (Fiordiligi), Delores Ziegler (Dorabella), Josef Kundlak (Ferrando),
Alessandro Corbelli (Guglielmo), Claudio Desderi (Don Alfonso), Adelina Scarabelli (Despina)
dir: Riccardo Muti (1989)


Miah Persson (Fiordiligi), Anke Vondung (Dorabella), Topi Lehtipuu (Ferrando),
Luca Pisaroni (Guglielmo), Nicolas Rivenq (Don Alfonso), Ainhoa Garmendia (Despina)
dir: Iván Fischer (2006)


Gundula Janowitz (Fiordiligi), Christa Ludwig (Dorabella), Luigi Alva (Ferrando),
Hermann Prey (Guglielmo), Walter Berry (Don Alfonso), Olivera Miljaković (Despina)
dir: Karl Böhm (1970)


Dorothea Röschmann (Fiordiligi), Katharina Kammerloher (Dorabella), Werner Güra (Ferrando),
Hanno Müller-Brachmann (Guglielmo), Roman Trekel (Don Alfonso), Daniela Bruera (Despina)
dir: Daniel Barenboim (2002)

Da notare, nella versione diretta da Barenboim (clip qui sopra), che Despina si traveste da santone indiano anziché da medico tedesco del settecento, e dunque non saluta in latino ma sproloquia con parole indiane a casaccio ("Papadam Vindaloo Indira Gandhi").

Qui sotto, una bella versione per pianoforte del concertato finale:


The Anderson & Roe Piano Duo (Greg Anderson & Elizabeth Joy Roe)